I due bruchi
C'era un bel giardino verdeggiante con tante piante ricche di fiori variopinti. Il sole con gioia lo illuminava e riscaldava con i suoi raggi. Colombi, gazze, passerotti e pettirossi volavano da un cespuglio all'altro o beccavano tra l'erba in cerca di vermiciattoli.

Rita Massa

C'era un bel giardino verdeggiante con tante piante ricche di fiori variopinti. Il sole con gioia lo illuminava e riscaldava con i suoi raggi. Colombi, gazze, passerotti e pettirossi volavano da un cespuglio all'altro o beccavano tra l'erba in cerca di vermiciattoli.

Gli scoiattoli saltellavano e si rincorrevano per il giardino. Le api erano impegnate a succhiare il nettare dei fiori e le farfalle volavano da una pianta all'altra.

Lo chiamavano il giardino incantato. In verità era l'unico giardino bello tra quelli vicini.

Gli altri giardini, pur se verdi e con alcuni fiori, erano poco invitanti perchè erano ingombri di macchinine, altalene, fili per stendere i panni e grossi ombrelloni. Non vi andavano uccelli nè altri animali, perfino i raggi del sole li schivavano.

Proprio  nel giardino incantato nacque una storia bella ma anche un po' triste. Tra le piante ve ne era una particolarmente bella, era un geranio con grossi fiori  di un intenso colore rosa con tante venature scure e chiare. Le sue foglie erano larghe e di un vivace colore verde.

All'improvviso un ramo tremò leggermente e subito si sentì una vocina molto delicata che diceva:

'Chi è che muove il ramo ? Non c'è vento! Un'altra voce rispose: 'Scusami, non volevo disturbarti. Sono io che cerco una foglia dove abitare.' Da una foglia fece capolino un bel bruco che cercava di vedere chi gli avesse risposto.  Il nuovo arrivato era un altro bruco!

Il nuovo arrivato, strisciò lungo il ramo e si sistemò su di un'altra bella foglia vicina a quella già occupata dall'altro bruco, e disse: 'Adesso che siamo vicini di casa dobbiamo presentarci. Io mi chiamo Dorita e tu come ti chiami?' L'altro bruco subito rispose: 'Io mi chiamo Fiorina.'

Nacque così una sincera amicizia tra i due bruchi. L' uno apprezzava la bellezza dell'altro e si facevano tanti complimenti. Dorita diceva a Fiorina: 'Sei veramente bella tutta verde con quelle strisce nere e quelle macchie gialle che sembrano tanti bottoncini d'oro.' 'Grazie' - rispondeva Fiorina – 'Anche tu sei molto bella con il tuo vestitino marrone vellutato.'

Trascorrevano molto tempo a parlare e a scambiarsi opinioni.

Fiorina diceva: 'A me piace molto il sole e guardare i fiori variopinti che sono nel giardino. Quando, dopo la pioggia, nel cielo spunta l'arcobaleno, io sento che un giorno vorrei avere le ali dipinte con tutti quei bei colori.' Dorita, invece, diceva: 'A me piace guardare il bel cielo blu di notte con la luna. La luce mi infastidisce. Guardando le stelle penso che un giorno vorrei che le mie ali fossero colorate da una polvere dorata  come la luce delle stelle.' I loro gusti erano diversi ma la loro amicizia era sincera e si promettevano di continuare ad essere amiche anche dopo, quando sarebbero diventate farfalle.

Arrivò il momento  che dovevano chiudersi nei loro bozzoli. Le due amiche si salutarono con la promessa di ritrovarsi al loro risveglio. Una mattina, il cielo era azzurro ed il sole carezzava le variopinte ali di una farfalla. Fiorina era uscita dal suo bozzolo. Era volata su di un fiore, ne succhiò il nettare e si inebriò del suo profumo. Si ricordò all'improvviso della promessa fatta a Dorita e volando da una parte all'altra del giardino la cercò. Non la trovò. Stanca andò a posarsi su di una pianta.

Incominciò a farsi sera e mano a mano diventava sempre più buio. Il sonno le stava chiudendo gli occhi quando sentì una vocina chiamarla:'Fiorina, Fiorina dove sei? Hai domenticato la nostra promessa?' 'No, non l'ho dimenticata' -  l'altra farfalla rispose - 'Ti ho cercata tutto il giorno ma non ti ho trovata. Dove sei?' Una farfalla dalle ali dorate volò accanto a Fiorina. Le loro ali si sfiorarono come per abbracciarsi. Fiorina si addormentò e Dorita volò via per posarsi su di un ramo.

Il mattino dopo  Fiorina si svegliò giusto in tempo per salutare Dorina che stava per addormentarsi.

Proprio così la farfalla dalle ali variopinte era sveglia di giorno, l' altra farfalla dalle ali dorate era un tarlo  ed era sveglia di notte di notte. Tra un risveglio e l'altro continuò la loro amicizia.

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